I SOLDI DELLA REGIONE , I CONTI DEI DEPUTATI GIRAMONDO
17.09.2007 (21:50)Categoria:La
Sicilia che (non) cambia
DOMENICA,
16 SETTEMBRE 2007
Pagina IV – Palermo la Repubblica
Dalla Cina al Sudafrica: in un anno spesi 600 mila euro in viaggi
Le mete più gettonate di chi va in missione istituzionale Scoma è il re dei globe-trotter Miccichè firma lo stop alle trasferte
EMANUELE LAURIA
Quattro missioni a Bruxelles, un paio di viaggi in Spagna, un volo oltreoceano a Washington, una puntata nella sempre suggestiva Parigi. Prendendo assolutamente sul serio il suo incarico di capo della commissione per i rapporti con l´Unione Europea, Francesco Scoma si è messo a girare il vecchio continente, ma non solo.
Pagina IV – Palermo la Repubblica
Dalla Cina al Sudafrica: in un anno spesi 600 mila euro in viaggi
Le mete più gettonate di chi va in missione istituzionale Scoma è il re dei globe-trotter Miccichè firma lo stop alle trasferte
EMANUELE LAURIA
Quattro missioni a Bruxelles, un paio di viaggi in Spagna, un volo oltreoceano a Washington, una puntata nella sempre suggestiva Parigi. Prendendo assolutamente sul serio il suo incarico di capo della commissione per i rapporti con l´Unione Europea, Francesco Scoma si è messo a girare il vecchio continente, ma non solo.
Spendendo
in missioni all´estero, in poco più di un anno di
mandato, 22 mila euro. Cifra ovviamente rimborsata
per intero dall´Assemblea. Il deputato di Forza
Italia è in testa alla classifica dei globe-trotter
dell´Ars, una speciale graduatoria che vede in
fila, uno dietro l´altro, deputati della
maggioranza e dell´opposizione, accomunati da
trasferte in destinazioni vicine o magari un po´
fuori mano: Johannesburg, Dubai, la Cina,
l´Argentina. Benvenuti nel club degli onorevoli con
la valigia in mano. I dati che vi proponiamo
attraversano per la prima volta e in via ufficiosa
le segrete mura dell´Ars. Sono quelli che hanno
indotto il presidente del Parlamento, Gianfranco
Micciché, a determinare la stretta: lo stop a tutti
i rimborsi spese. Chi vuole partire, insomma, d´ora
in poi lo fa di tasca propria. Una decisione prima
annunciata con un comunicato, poi attuata con un
decreto firmato il 13 settembre, che Micciché
porterà all´esame del consiglio di presidenza per
la ratifica. In attesa che lo stesso organismo di
autogestione dell´Ars, afferma l´ex ministro
forzista, «stabilisca una disciplina più
rigida».
Dal luglio del 2006 a oggi le missioni sono costate circa 600 mila euro: 153 mila quelle all´estero, 447 mila in Italia. Sono settanta i viaggi autorizzati, 39 dei quali oltreconfine. Scoma è il parlamentare che ne ha fatti più di tutti: otto, per un totale di 16 giorni. Sia chiaro: ogni viaggio, sulla carta, ha un preciso fine istituzionale. E così, il presidente della commissione Ue è stato due volte a Valencia, crocevia di mondanità nei giorni dell´America´s cup di vela, ma nell´ultima occasione - il 10 e l´11 aprile - per partecipare a un seminario sulla partnership euromediterranea: «Faccio parte del comitato delle Regioni - dice Scoma - e vado in missione anche a carico dell´Ue e rappresento comunque il governatore. No, non sono viaggi di piacere, anzi a me piace molto stare a casa. Credo che su questa materia ci sia un´ingiustificata attenzione». E Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita, è stato due volte a Minsk, presentando richieste di rimborso per 4.700 euro, ma le sue istanze erano ben motivate: la partecipazione alla manifestazione fieristica eno-gastronomica «Food Industry».
Nella top-ten dei deputati-viaggiatori la piazza d´onore è di Fausto Fagone, giovane esponente dell´Udc che complessivamente ha ottenuto rimborsi per 16.621 euro per due trasferte, in Argentina (destinazione particolarmente gettonata) e a Dubai. Nel paese sudamericano è stato anche il parlamentare forzista Salvo Fleres, che nel suo bagaglio di esperienze può inserire anche Johannesburg, Sudafrica. Due missioni che sono costate quasi 14 mila euro. Un solo viaggio ha fatto il vicepresidente dell´Ars Raffaele Stancanelli (An) ma non esattamente dietro l´angolo: otto giorni in Cina, dall´8 al 16 settembre 2006. Dall´amministrazione, solo per quella missione, ha ricevuto 13.424 euro. Quasi il doppio di quanto abbia speso, per dieci giorni trascorsi in Brasile nel luglio scorso, il suo compagno di partito Salvatore Pugliese. È costata quasi ottomila euro una missione in Colombia effettuata nell´inverno scorso da Nino Dina, capogruppo dell´Udc, recentemente asceso al ruolo di prima vittima dello stop di Micciché. Dina, assieme al collega Sebastiano Sanzarello, è partito per gli Stati Uniti nello stesso giorno in cui il presidente dell´Ars, raccogliendo un invito al risparmio da parte di Saverio Romano (segretario regionale proprio dell´Udc), ha annunciato la sospensione dei pagamenti per le missioni. Se non cambierà la disposizione, i due parlamentari non saranno rimborsati.
Micciché afferma che intende andare avanti nella sua battaglia contro la trasferta facile: «Le missioni devono avere un´utilità reale, con benefici per l´Assemblea e per la comunità siciliana, non rispondere anche se solo parzialmente a interessi personali». Parole, come quelle di Romano, che svelano il sospetto che qualche esagerazione, in questo campo, possa esserci stata. E non solo negli ultimi tempi.
Basti pensare che Leoluca Orlando, dal 2001 al 2006, nel periodo in cui è stato deputato regionale, è andato in missione 34 volte, spendendo 118.546 euro, quasi la stessa cifra di tutti i deputati partiti nell´attuale legislatura. Per seguire il lungo itinerario di Orlando, presidente dell´istituto per il rinascimento siciliano, bisogna consumare l´atlante: da San Pietroburgo a Medellin, in Colombia, dal Messico a New York, con frequenti tappe (12) nella Germania considerata dall´ex sindaco di Palermo una seconda patria, dove ha tenuto diverse presentazioni del suo libro pubblicato in lingua tedesca. Il viaggio più lungo, Orlando, lo fece nel gennaio 2004: 24 giorni in Georgia per un totale di 5.555 mila euro. Il trend di spesa per le missioni è in diminuzione: dai 500 mila euro messi in bilancio del 2006 ai 280 mila spesi sinora. Ma la cifra rimane elevata, troppo, almeno a parere di Micciché che ha tirato il freno. Certo, nel Palazzo c´è chi rimprovera al presidente voglia di protagonismo, o chi come il capogruppo di Uniti per la Sicilia Maurizio Ballistreri, reputa che l´iniziativa («lodevole», precisa) nasconda un «regolamento di conti interno al Polo». Ballistreri è uno di quelli penalizzati dallo stop alle trasferte: voleva partecipare al Columbus day, insieme a una delegazione-fantasma che negli ultimi giorni si è volatilizzata. «E pensare che sarebbe stata la mia prima missione», precisa il deputato socialista. Non sono mancate reazioni anche risentite al giro di vite di Micciché. Roberto Di Mauro, capogruppo dell´Mpa, afferma di «non accettare lezioni di comportamento da nessuno». Salvatore Cintola (Udc) aiuta a comprendere il clima: in una lettera al presidente, Cintola parla di pressioni ricevute, in passato, per aver denunciato il caso delle missioni facili, «fino a indicare nominalmente i colleghi che a mio avviso risultavano più esposti sul fronte, diciamo così, degli impegni esterni. Beh, ho avuto solo sgradevoli effetti politici - afferma Cintola - e ricadute negative nel rapporto personale con gli altri deputati».
Dal luglio del 2006 a oggi le missioni sono costate circa 600 mila euro: 153 mila quelle all´estero, 447 mila in Italia. Sono settanta i viaggi autorizzati, 39 dei quali oltreconfine. Scoma è il parlamentare che ne ha fatti più di tutti: otto, per un totale di 16 giorni. Sia chiaro: ogni viaggio, sulla carta, ha un preciso fine istituzionale. E così, il presidente della commissione Ue è stato due volte a Valencia, crocevia di mondanità nei giorni dell´America´s cup di vela, ma nell´ultima occasione - il 10 e l´11 aprile - per partecipare a un seminario sulla partnership euromediterranea: «Faccio parte del comitato delle Regioni - dice Scoma - e vado in missione anche a carico dell´Ue e rappresento comunque il governatore. No, non sono viaggi di piacere, anzi a me piace molto stare a casa. Credo che su questa materia ci sia un´ingiustificata attenzione». E Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita, è stato due volte a Minsk, presentando richieste di rimborso per 4.700 euro, ma le sue istanze erano ben motivate: la partecipazione alla manifestazione fieristica eno-gastronomica «Food Industry».
Nella top-ten dei deputati-viaggiatori la piazza d´onore è di Fausto Fagone, giovane esponente dell´Udc che complessivamente ha ottenuto rimborsi per 16.621 euro per due trasferte, in Argentina (destinazione particolarmente gettonata) e a Dubai. Nel paese sudamericano è stato anche il parlamentare forzista Salvo Fleres, che nel suo bagaglio di esperienze può inserire anche Johannesburg, Sudafrica. Due missioni che sono costate quasi 14 mila euro. Un solo viaggio ha fatto il vicepresidente dell´Ars Raffaele Stancanelli (An) ma non esattamente dietro l´angolo: otto giorni in Cina, dall´8 al 16 settembre 2006. Dall´amministrazione, solo per quella missione, ha ricevuto 13.424 euro. Quasi il doppio di quanto abbia speso, per dieci giorni trascorsi in Brasile nel luglio scorso, il suo compagno di partito Salvatore Pugliese. È costata quasi ottomila euro una missione in Colombia effettuata nell´inverno scorso da Nino Dina, capogruppo dell´Udc, recentemente asceso al ruolo di prima vittima dello stop di Micciché. Dina, assieme al collega Sebastiano Sanzarello, è partito per gli Stati Uniti nello stesso giorno in cui il presidente dell´Ars, raccogliendo un invito al risparmio da parte di Saverio Romano (segretario regionale proprio dell´Udc), ha annunciato la sospensione dei pagamenti per le missioni. Se non cambierà la disposizione, i due parlamentari non saranno rimborsati.
Micciché afferma che intende andare avanti nella sua battaglia contro la trasferta facile: «Le missioni devono avere un´utilità reale, con benefici per l´Assemblea e per la comunità siciliana, non rispondere anche se solo parzialmente a interessi personali». Parole, come quelle di Romano, che svelano il sospetto che qualche esagerazione, in questo campo, possa esserci stata. E non solo negli ultimi tempi.
Basti pensare che Leoluca Orlando, dal 2001 al 2006, nel periodo in cui è stato deputato regionale, è andato in missione 34 volte, spendendo 118.546 euro, quasi la stessa cifra di tutti i deputati partiti nell´attuale legislatura. Per seguire il lungo itinerario di Orlando, presidente dell´istituto per il rinascimento siciliano, bisogna consumare l´atlante: da San Pietroburgo a Medellin, in Colombia, dal Messico a New York, con frequenti tappe (12) nella Germania considerata dall´ex sindaco di Palermo una seconda patria, dove ha tenuto diverse presentazioni del suo libro pubblicato in lingua tedesca. Il viaggio più lungo, Orlando, lo fece nel gennaio 2004: 24 giorni in Georgia per un totale di 5.555 mila euro. Il trend di spesa per le missioni è in diminuzione: dai 500 mila euro messi in bilancio del 2006 ai 280 mila spesi sinora. Ma la cifra rimane elevata, troppo, almeno a parere di Micciché che ha tirato il freno. Certo, nel Palazzo c´è chi rimprovera al presidente voglia di protagonismo, o chi come il capogruppo di Uniti per la Sicilia Maurizio Ballistreri, reputa che l´iniziativa («lodevole», precisa) nasconda un «regolamento di conti interno al Polo». Ballistreri è uno di quelli penalizzati dallo stop alle trasferte: voleva partecipare al Columbus day, insieme a una delegazione-fantasma che negli ultimi giorni si è volatilizzata. «E pensare che sarebbe stata la mia prima missione», precisa il deputato socialista. Non sono mancate reazioni anche risentite al giro di vite di Micciché. Roberto Di Mauro, capogruppo dell´Mpa, afferma di «non accettare lezioni di comportamento da nessuno». Salvatore Cintola (Udc) aiuta a comprendere il clima: in una lettera al presidente, Cintola parla di pressioni ricevute, in passato, per aver denunciato il caso delle missioni facili, «fino a indicare nominalmente i colleghi che a mio avviso risultavano più esposti sul fronte, diciamo così, degli impegni esterni. Beh, ho avuto solo sgradevoli effetti politici - afferma Cintola - e ricadute negative nel rapporto personale con gli altri deputati».
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