Unione dei Siciliani in Svizzera

La Corte di giustizia dà ragione a Bruxelles, che si riprende 84 milioni di euro per la Palermo-Messina rimasti inutilizzati

«Nessuna irregolarità»: il governo Cuffaro attende l´ispezione dell´Unione europea su Agenda 2000 con fiducia, ma la scelta di Bruxelles di inviare un controllo in Sicilia infiamma lo scontro politico. Il diessino Claudio Fava attacca: «Il governatore dovrà cercare argomenti convincenti per gli ispettori di Bruxelles». «Non devo nulla a chi demonizza gli avversari politici», ribatte Cuffaro. Ma la questione dei soldi per le infrastrutture si complica: la Corte di giustizia europea ha confermato la revoca di un finanziamento di 84 milioni concesso negli anni Novanta per l´autostrada Palermo-Messina, e il governatore insorge contro il governo Prodi denunciando il «tentato scippo» alla Sicilia di un miliardo e 400 milioni destinati al ponte sullo Stretto.
La parola d´ordine è: fiducia. Nell´operato della Regione e nell´esito dell´ispezione di Bruxelles che, a sentire il governatore Salvatore Cuffaro, «confermerà quello che i siciliani sanno già: abbiamo fatto le grandi opere e continueremo a farle». Ma l´annunciata visita dei funzionari della commissione europea in Sicilia, che dal 18 al 23 settembre passeranno ai raggi X le procedure utilizzate per spendere oltre due miliardi di fondi comunitari, accende già il clima politico. E dalla capitale dell´Unione rimbalza la notizia di una sentenza della Corte di Giustizia europea che ha confermato il blocco di un vecchio finanziamento da 84 milioni per l´autostrada Palermo-Messina.
Fiducia, dunque. Quella che i dirigenti della Regione mostrano davanti all´imminente ispezione degli 007 europei. Nella lista degli interventi del Fesr (fondo di sviluppo regionale) su cui si è appuntata l´attenzione di Bruxelles ci sono grandi infrastrutture come la stessa Palermo-Messina, la realizzazione di alberghi e porti turistici, ma anche la funivia Trapani-Erice e la catalogazione dei beni culturali. Perché la lente d´ingrandimento è stata posta proprio su queste misure? La risposta dei vertici del dipartimento Programmazione è semplice: perché sono quelle che presentano lo stato di maggiore avanzamento della spesa, non perché esista il sospetto di procedure anomale seguite nel finanziamento e nella realizzazione di questi interventi.
Ma dagli uffici di Bruxelles arriva la conferma che questo genere di ispezioni è orientato anche da sollecitazioni e denunce che giungono dal mondo politico, da organizzazioni non governative, da associazioni ambientaliste. In questo senso si era espresso ieri l´altro il responsabile dell´ufficio speciale di controllo sui fondi Por, Marco Salerno. L´assessore alla Presidenza, Mario Torrisi, ha ribadito che «non è stata rilevata ad oggi alcun tipo di irregolarità» ma ha confermato di avere emanato un atto di indirizzo a tutti i colleghi di governo: «Ci siamo mossi con largo anticipo per sollecitare un´attenzione ai sistemi di controllo sulla spesa».
L´eurodeputato diessino Claudio Fava, che è stato relatore per il Fesr al Parlamento europeo, attacca: «Abbiamo denunciato per cinque anni che il governo Cuffaro spendeva poco e male i fondi comunitari, che il Por - dice Fava - era stato stravolto per esigenze di clientelismo elettorale. Balle, congetture, favole? Ora il governatore dovrà cercare argomenti più convincenti per gli ispettori di Bruxelles». Fava annuncia che il 12 settembre una delegazione del Parlamento europeo sarà in Sicilia, e ricorda che all´Isola saranno assegnati, a partire dal 2007, altri 8 miliardi di euro: «Ultima occasione per uscire dalle secche del degrado economico. A patto che spenderli non sia più Cuffaro». Il governatore replica: «Non credo di dovere nulla a chi intende la politica come mezzo per demonizzare l´avversario anche a costo di danneggiare la sua terra. Abbiamo le carte in regola e sapremo fare bene anche per il periodo 2007-2013».
La Corte di giustizia europea, intanto, ha confermato la revoca di un finanziamento del ‘93 per la realizzazione dell´autostrada Palermo-Messina, poi completata proprio con i fondi di Agenda 2000. Verifiche compiute sullo stato dei lavori avevano messo in luce che alla fine del 1997 risultavano completati soltanto due lotti sui dieci progettati e con un ritardo di due anni rispetto alla data prevista. La constatazione di irregolarità ha indotto la commissione a dichiarare la non ammissibilità di parte delle spese preventivate: 26 milioni sono stati disimpegnati e altri 58, già utilizzati per lotti non completati, sono stati sottratti dalla quota di finanziamenti erogati successivamente alla Regione. Una ordinanza del tribunale europeo di primo grado aveva decretato l´irricevibilità del ricorso della Regione, ora la conferma della Corte di giustizia. Ma l´amministrazione ha già pronto un nuovo ricorso gerarchico, presso la stessa Corte, per far valere le proprie ragioni.
Vertenze aperte con l´Unione Europea e con il governo nazionale. Cuffaro ieri ha rilanciato sul Ponte sullo Stretto, denunciando il «tentato scippo» alla Sicilia di un miliardo 400 milioni da parte dell´esecutivo nazionale. Commentando in questo modo la possibilità che le somme provenienti dalla privatizzazione dell´Iri e destinate alla costruzione dell´opera, finiscano nelle casse del ministero dell´Economia. Di questo Cuffaro parlerà il 30 settembre con il ministro Di Pietro, nel corso di un incontro che servirà a far chiarezza anche sull´alta velocità ferroviaria in Sicilia: la scorsa settimana il vice ministro per le Infrastrutture, Angelo Capodicasa, aveva bocciato il «tunnel» da 38 chilometri sotto i Nebrodi, un progetto da due miliardi di euro messo su carta dal governo Berlusconi per rendere più veloce la linea Palermo-Catania.

EMANUELE LAURIA, La Repubblica di Palermo
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