Unione dei Siciliani in Svizzera

Bruxelles, la sede fantasma I deputati: "A che serve?"

Pagina V - Palermo

IL CASO

Per pagare gli stipendi la Regione spende 1,6 milioni l´anno



Sì bipartisan alla chiusura dell´ufficio


È uno dei grandi misteri della Regione, un buco nero del quale sanno parlare in pochi ma che nel bilancio pesa 1,7 milioni di euro. Al netto delle missioni dei suoi dipendenti, sostanziose al punto che tra i regionali sono una diventate una pietra di paragone. Ma per la chiusura dell´ufficio della Regione a Bruxelles, paventata da un emendamento alla Finanziaria nazionale che vieta alle Regioni l´uso di fondi pubblici per il mantenimento di sedi all´estero, sono in pochi a stracciarsi le vesti. Anzi. Ci sono eurodeputati siciliani che confessano di non sapere neppure come sia fatto, quali servizi offra, che ruolo svolga, sebbene il primo obiettivo della mission dell´ufficio sia quello di fungere da «interfaccia istituzionale per le attività di monitoraggio e di lobby in materia di legislazione e di politiche comunitarie, rispetto sia a referenti istituzionali europei (Parlamento europeo, Commissione europea, Consiglio dell´Unione europea, Comitato delle Regioni, Comitato Economico e Sociale), sia nazionali (Parlamento, Commissioni parlamentari, Governo, altre Regioni)». Del resto, la denominazione esatta è «Ufficio di collegamento con le istituzioni dell´Unione europea».
Un nome altisonante, che però non trova riscontro nell´attività dei parlamentari che siedono a Strasburgo, da uno schieramento all´altro: «Non credo proprio che dell´ufficio sentiremo la mancanza, da quando sono qui non ho mai avuto occasione di servirmene, né è avvenuto il contrario», afferma Giuseppe Castiglione, numero due di Forza Italia in Sicilia. «Non me ne sono mai servito, né sono mai stato convocato - aggiunge Giusto Catania, di Rifondazione comunista - e anzi, proprio per questo motivo, me ne sono lamentato. Solo dopo le lamentele ho avuto qualche riscontro. Ma credo che l´ufficio potrebbe chiudere senza alcuna ripercussione per la vita politica siciliana».

Al di là delle opinioni dei parlamentari, capire quale sia la reale attività dell´ufficio è un´impresa. A cominciare dalla newsletter ufficiale «Sicilia in Europa», bollettino quindicinale previsto tra i compiti istituzionali dell´ufficio: il link sul sito Internet restituisce una pagina «non disponibile». Ma sono numerosissime le tracce della partecipazione del dirigente responsabile, l´ex sindaco di Catania Francesco Attaguile, a convegni e conferenze su temi internazionali. Un´attività più che altro «diplomatica», grazie alla quale Attaguile non ha mai avuto necessità di porre la sua firma sotto un decreto. Cosa abbastanza inconsueta per un alto dirigente regionale. Così come è inconsueta la paga: tutti i dipendenti regionali distaccati a Bruxelles - una dozzina, tra cui la sorella dell´ex deputato forzista di Catania Filadelfio Basile, la moglie del vicepresidente diessino dell´Ars, Calogero Speziale, il figlio dell´alto dirigente del ministero dell´Agricoltura Gianni Lo Piparo - in busta paga ricevono una sostanziosa indennità per la missione permanente all´estero. I soli stipendi costano alla Regione 1,6 milioni.

Certo, sarà pur vero che come lo stesso Attaguile dichiarò al settimanale "Panorama" l´ufficio di Bruxelles fa «lobby con le regioni di altri paesi europei in ritardo di sviluppo come noi». Ma quando l´ufficio si attiva per qualche iniziativa, non sembra fare breccia: a fine novembre, nel lussuoso ufficio di Place du Champ de Mars, il presidente della commissione Ue dell´Ars, Francesco Scoma, e il vicepresidente dell´Assemblea Speziale avevano «convocato» gli eurodeputati siciliani per discutere di fiscalità di vantaggio. Sui sette eletti a presentarsi è stato solo Luigi Cocilovo. Che però dell´assemblea di Strasburgo è uno dei vicepresidenti: avrà rappresentato anche i colleghi assenti.

al. bo.
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