"Non abbiamo leggi da proporre" Il flop del governo Cuffaro all´Ars
18.10.2006 (22:31)Categoria:La
Sicilia che (non) cambia
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MERCOLEDÌ, 18 OTTOBRE 2006
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E il centrosinistra chiede l´abolizione dell´Antimafia "Così non serve"
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| Pagina IV - Palermo |
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IL CASO
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Nessuno dei provvedimenti indicati come
prioritari è pronto per Sala d´Ercole. Fi
attacca il presidente
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È
toccato a Guido Lo Porto, a nome del governo, far
sapere che le leggi che Palazzo d´Orleans aveva
indicato come priorità non sono ancora pronte. La
conferenza dei capigruppo, ieri mattina, ne ha
preso atto e alla fine non le ha neppure messe nel
calendario dei lavori autunnali di un´Assemblea
nella quale, intanto, scoppia il caso della
commissione antimafia: l´organismo non ha più
poteri, denuncia il centrosinistra, che ne propone
in una norma l´abolizione.
Il viaggio all´Ars del secondo governo Cuffaro parte a ritmo lento: le norme sul lavoro e sulla formazione, la riforma elettorale sono rinviate a gennaio. Il loro esame da parte di Sala d´Ercole avverrà solo dopo la sessione di bilancio. E nella maggioranza si levano i primi mugugni: Forza Italia, con il presidente dei deputati Francesco Cascio, si dice "preoccupata" per i ritardi che proprio non riesce a spiegarsi: «Stiamo parlando di leggi - afferma Cascio - che già alla fine della scorsa legislatura erano ritenute urgenti. Più volte il governo ne ha annunciato l´imminente presentazione, ma ancora non abbiamo visto nulla. Restiamo in attesa, però ormai è impossibile affrontare in aula questi provvedimenti prima del nuovo anno. Peccato».
Già all´indomani del suo insediamento, a inizio luglio, il governatore Salvatore Cuffaro aveva annunciato che la legge sul lavoro sarebbe stato il primo provvedimento portato all´Ars dal suo esecutivo. Impegno poi ribadito al termine di un vertice di maggioranza a Palazzo d´Orleans, a metà settembre. Ma la normativa non ha ancora visto la luce. Se ne conoscono solo alcuni aspetti illustrati dall´assessore Giuseppe Scalia e dallo stesso Cuffaro: dovrebbe recepire alcune parti della "Biagi" e contenere incentivi alle aziende che trasformeranno i contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Misure che restano in stand-by, nel cono d´ombra di una situazione finanziaria difficile. Più evidenti i problemi della riforma elettorale per gli enti locali, minata dai contrasti nella Cdl sullo sbarramento al 5 per cento, sul terzo mandato per sindaci e presidenti di Provincia e sul turno unico alle amministrative. Nel calendario dei lavori di Sala d´Ercole, che ieri ha avviato l´esame del Dpef, ci sono l´assestamento tecnico di bilancio che dovrebbe contenere anche i fondi per i Comuni, un disegno di legge dell´udc Girolamo Turano che prevede lo snellimento delle procedure di spesa di Agenda 2000 e le due norme approvate dalla giunta sugli assessori junior e i deputati supplenti. Testi da vagliare di qui al 7 novembre, quando la conferenza dei capigruppo tornerà a riunirsi per l´apertura della sessione di bilancio. Il presidente dell´Ars Gianfranco Micciché ha proposto ai colleghi una tappa a marce forzate, con sedute mattutine e pomeridiane di 4 ore ciascuna, dal martedì al giovedì, per far sì che il Parlamento cominci a produrre leggi.
Ma al palo rimane anche l´istituzione della commissione regionale Antimafia: la maggioranza non ha trovato l´intesa sulla presidenza, mentre il centrosinistra da ieri ne chiede ufficialmente l´abolizione. Ad annunciarlo è il capogruppo dei Ds Antonello Cracolici: «Con le attuali competenze, l´Antimafia è un organismo assolutamente inutile. Abbiamo chiesto alla Cdl di ragionare su una legge che ne ridetermini le funzioni, prima di pensare alla nomina del presidente. Poiché il centrodestra non ha fornito risposte in questo senso, presenteremo un disegno di legge per l´abolizione della commissione, che sarà firmato da tutti i capigruppo dell´Unione». Nei giorni scorsi Rita Borsellino, portavoce del centrosinistra a Palazzo dei Normanni, aveva dichiarato la propria indisponibilità a far parte di una commissione che, aveva detto, «non ha poteri efficaci nella lotta a Cosa Nostra».
e. la.
Il viaggio all´Ars del secondo governo Cuffaro parte a ritmo lento: le norme sul lavoro e sulla formazione, la riforma elettorale sono rinviate a gennaio. Il loro esame da parte di Sala d´Ercole avverrà solo dopo la sessione di bilancio. E nella maggioranza si levano i primi mugugni: Forza Italia, con il presidente dei deputati Francesco Cascio, si dice "preoccupata" per i ritardi che proprio non riesce a spiegarsi: «Stiamo parlando di leggi - afferma Cascio - che già alla fine della scorsa legislatura erano ritenute urgenti. Più volte il governo ne ha annunciato l´imminente presentazione, ma ancora non abbiamo visto nulla. Restiamo in attesa, però ormai è impossibile affrontare in aula questi provvedimenti prima del nuovo anno. Peccato».
Già all´indomani del suo insediamento, a inizio luglio, il governatore Salvatore Cuffaro aveva annunciato che la legge sul lavoro sarebbe stato il primo provvedimento portato all´Ars dal suo esecutivo. Impegno poi ribadito al termine di un vertice di maggioranza a Palazzo d´Orleans, a metà settembre. Ma la normativa non ha ancora visto la luce. Se ne conoscono solo alcuni aspetti illustrati dall´assessore Giuseppe Scalia e dallo stesso Cuffaro: dovrebbe recepire alcune parti della "Biagi" e contenere incentivi alle aziende che trasformeranno i contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Misure che restano in stand-by, nel cono d´ombra di una situazione finanziaria difficile. Più evidenti i problemi della riforma elettorale per gli enti locali, minata dai contrasti nella Cdl sullo sbarramento al 5 per cento, sul terzo mandato per sindaci e presidenti di Provincia e sul turno unico alle amministrative. Nel calendario dei lavori di Sala d´Ercole, che ieri ha avviato l´esame del Dpef, ci sono l´assestamento tecnico di bilancio che dovrebbe contenere anche i fondi per i Comuni, un disegno di legge dell´udc Girolamo Turano che prevede lo snellimento delle procedure di spesa di Agenda 2000 e le due norme approvate dalla giunta sugli assessori junior e i deputati supplenti. Testi da vagliare di qui al 7 novembre, quando la conferenza dei capigruppo tornerà a riunirsi per l´apertura della sessione di bilancio. Il presidente dell´Ars Gianfranco Micciché ha proposto ai colleghi una tappa a marce forzate, con sedute mattutine e pomeridiane di 4 ore ciascuna, dal martedì al giovedì, per far sì che il Parlamento cominci a produrre leggi.
Ma al palo rimane anche l´istituzione della commissione regionale Antimafia: la maggioranza non ha trovato l´intesa sulla presidenza, mentre il centrosinistra da ieri ne chiede ufficialmente l´abolizione. Ad annunciarlo è il capogruppo dei Ds Antonello Cracolici: «Con le attuali competenze, l´Antimafia è un organismo assolutamente inutile. Abbiamo chiesto alla Cdl di ragionare su una legge che ne ridetermini le funzioni, prima di pensare alla nomina del presidente. Poiché il centrodestra non ha fornito risposte in questo senso, presenteremo un disegno di legge per l´abolizione della commissione, che sarà firmato da tutti i capigruppo dell´Unione». Nei giorni scorsi Rita Borsellino, portavoce del centrosinistra a Palazzo dei Normanni, aveva dichiarato la propria indisponibilità a far parte di una commissione che, aveva detto, «non ha poteri efficaci nella lotta a Cosa Nostra».
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