Unione dei Siciliani in Svizzera

La movida coi fondi europei

Agenda 2000 finanzia anche locali e ville private
Nell´elenco dei beneficiari enti religiosi e organizzatori di mostre Assegnate risorse pure all´Ars
Sessanta milioni per i progetti di fruizione del patrimonio culturale soldi a palazzi antichi, ma non solo
Il contributo più elevato è destinato alla realizzazione di un museo del gioiello
DOMENICA, 03 SETTEMBRE 2006,  Pagina II – Palermo la Repubblica
ALBERTO BONANNO

C´è il museo del gioiello siciliano e delle arti minori, che costerà 7 milioni di euro, e quello della Piana dei Colli, che di milioni ne costerà invece 1,7. Ci sono i due milioni per il restauro di Palazzo Villafranca, a piazza Bologni, e i soldi per il recupero di luoghi della movida: dai 569 mila euro per restaurare Villa Lampedusa, l´ex dimora nobiliare trasformata in teatro all´aperto, ai 66 mila euro per Corte Sammuzzo, un locale di appuntamenti culturali d´élite, ricavato da un ex stabilimento industriale per la lavorazione del tonno nella zona del porto. Sono alcuni dei progetti di «gestione innovativa e fruizione del patrimonio culturale», come recita la misura di Agenda 2000 (la 2.03), ai quali la Regione ha appena ripartito 60 milioni di euro. Il decreto, firmato il primo giugno scorso dal dirigente generale dei Beni culturali, Antonino Lumia, e pubblicato il 18 agosto, è l´ultimo capitolo di una istruttoria durata oltre due anni: al bando, scaduto nel maggio 2004 e voluto dal tandem formato dall´allora assessore Fabio Granata e dal suo consulente del tempo, Ferruccio Barbera (scomparso prematuramente nel maggio 2005), sono stati ammessi 119 progetti, dei quali solo 72 sono stati finanziati in base al loro appeal imprenditoriale, stimato dal Monte dei Paschi di Siena.
Pochissimi i progetti che fanno capo a realtà istituzionali: la graduatoria comprende un contributo di 539 mila euro alla Fondazione Federico II, l´ente culturale dell´Ars, per il progetto «Automa federiciano» (progetto per la fruizione di Palazzo dei Normanni, che prevede anche una sorta di robot in grado di fornire informazioni ai visitatori), e un finanziamento di 1,7 milioni per la realizzazione del Museo del Teatro Massimo. Nessun altro museo privato, da quello del giocattolo di Bagheria al Mandralisca di Cefalù, figura nell´elenco: sono tutti progetti presentati da privati o da onlus, come prevedeva un bando aperto anche alle società miste e - come provano i finanziamenti alla Federico II e al Teatro Massimo - agli enti di diritto privato di proprietà pubblica.
Il piatto più ricco della partita lo vince la Elle group, una srl di Palermo, che con 6,9 milioni di finanziamento (su un investimento previsto di 10), realizzerà il Museo del gioiello siciliano e delle arti minori. A chi fa capo la Elle Group, ignota alla maggior parte di organizzatori culturali di Palermo? All´imprenditore Elio Lupo, 29enne titolare di una decina di società, tra le quali figurano tre agenzie di scommesse e una srl con 3 mila euro di capitale sociale che organizza mostre, la Muse. Subito dopo ci sono i progetti presentati da enti religiosi: il centro culturale Giorgio La Pira, che fa capo alla Diocesi di Ragusa (5,5 milioni di euro), il restauro di Palazzo Villafranca, di proprietà del Seminario arcivescovile di Palermo (2 milioni di euro), il recupero del Collegio dei Cappuccini di San Francesco, che custodisce una preziosa biblioteca (1,9 milioni), fino ai 92 mila euro per la biblioteca del Centro Arrupe e ai 77 mila euro per la Congregazione di Sant´Eligio, che gestisce il Museo Diocesano.
Poi ci sono i soldi per il restauro di case private, che saranno elevate al rango di sito museale. Dal milione 700 mila euro per realizzare un Museo della Piana dei Colli - la cui rilevanza storica a stento avrà varcato i confini cittadini - nella villa Alliata di Cardillo, al milione per rendere pubbliche le collezioni di Villa Bordonaro, ai 392 mila euro per il «Miglioramento della qualità dell´offerta integrata tra valorizzazione dei beni e turismo culturale di Villa Piccolo», di proprietà della famiglia Piccolo di Calanovella, a Capo d´Orlando.
«È la riprova che l´imprenditoria culturale in Sicilia è davvero poca cosa», commenta Antonio Gerbino, organizzatore culturale che ha vinto l´appalto per la gestione del Convento di Sant´Anna, il fiore all´occhiello del Comune di Palermo. Con il Consorzio Ulisse, Gerbino ha avuto finanziato un progetto per la fruizione dei monumenti di proprietà della Curia di Monreale (689 mila euro), che saranno dotati di impianti di illuminazione, audioguide, punti di informazione e di vendita di libri e gadget. «Purtroppo - spiega Gerbino - l´enorme patrimonio culturale siciliano non è riuscito a creare quel volano imprenditoriale nel quale ancora, invano, si spera. Le aziende culturali come la nostra sono pochissime. E, complici anche i bandi che spesso sono redatti con poca chiarezza, i progetti finiscono per essere appannaggio di imprenditori che si improvvisano operatori culturali». Per curiosità: i progetti presentati dalla sezione siciliana dell´Istituto italiano dei castelli, e dall´editrice Sciascia di Caltanissetta, che prevedeva anche la ristrutturazione di una libreria storica, sono stati ammessi alla graduatoria. Ma per loro niente soldi.
|