Unione dei Siciliani in Svizzera

Prima di partire

Da domani la redazione dell'Unione dei Siciliani va in vacanza in Sudamerica e ritornerà fra un mese. Prima di partire abbiamo pensato di lasciarvi con la recensione del libro di Leoluca Orlando "Ich sollte der nächste sein".

A presto

Dopo Falcone e Borsellino, toccava a Leoluca Orlando. Questo è quanto aveva deciso il boss dei boss Totò Riina. Ma l'uccisioni dei due magistrati aveva provocato reazioni forti sia nella popolazione che da parte dello stato italiano, che aveva inviato l'esercito in Sicilia nell'ambito dell'operazione militare "Vespro Siciliano". Tutto questo costrinse la "commissione" a fermare Riina, per evitare di attirare ulteriormente l'attenzione. Questi avvenimenti sono la diretta conseguenza dell'impegno di Leoluca Orlando contro la mafia.
Ich sollte der Nächste sein

"Dovevo essere il prossimo"

Titolo originale: Fighting the Mafia and renewing the Sicilian Culture

Dopo Falcone e Borsellino, toccava a Leoluca Orlando. Questo è quanto aveva deciso il boss dei boss Totò Riina. Ma l'uccisioni dei due magistrati aveva provocato reazioni forti sia nella popolazione che da parte dello stato italiano, che aveva inviato l'esercito in Sicilia nell'ambito dell'operazione militare "Vespro Siciliano". Tutto questo costrinse la "commissione" a fermare Riina, per evitare di attirare ulteriormente l'attenzione. Questi avvenimenti sono la diretta conseguenza dell'impegno di Leoluca Orlando contro la mafia.
Il libro è un autobiografia che va dal 1947 al 2001 con una breve introduzione sulla mafia all'inizio. Tutto inizia e finisce a Palermo, una Palermo sconosciuta a chi non ci vive. Essendo figlio di famiglie nobili, Orlando frequenterà l'istituto Gonzaga, oggi Centro Educativo Ignaziano (http://www.ceiscuola.it/). La sua infanzia riporta alla memoria i bei tempi passati della Nobiltà Siciliana. Ma determinanti per la sua formazione umana e politica saranno persone al di fuori della scuola e della Nobiltà Siciliana. Suo padre, un modello di rettitudine e onestà. La sua futura moglie Milli, che lo avvicinerà ad una Palermo a lui sconosciuta, la Palermo dei poveri, la Palermo cadente, la Palermo abbandonata. Padre Pintacuda lo accompagnerà per molto tempo e sarà sempre una persona di riferimento nelle sue dicisioni politiche, impagabili le sedute ad analizzare i diversi giornali nazionali. Nello stesso momento in cui Orlando comincerà la sua battaglia contro la mafia, comincerà la collaborazione con Piersanti Mattarella, che proprio dalla mafia verrà ucciso. Anche se breve, questa esperienza segnerà definitivamente la vita di Leoluca Orlando e la direzione verso la quale concentrerà tutte le sue forze, fino a rischiare la vita. Al culmine della sua carriera politica a Palermo sarà sindaco. Sua l'idea dell'iniziativa "la scuola adotta un monumento" (http://www.peppinoimpastato.it/adottaintro.html), dobbiamo a lui la riapertura del Teatro Massimo ed altro ancora che scoprirete leggendo il libro. Questo libro rappresenta uno dei periodi più incandescenti della vita politica siciliana ma anche italiana, aleggeranno nell'aria l'ombra di complotti politici provenienti da Roma per ostacolare il suo ma soprattutto il lavoro del pool Antifmafia, si assisterà alla conversione della chiesa cattolica, che finalmente condannerà i mafiosi, moriranno uno dopo l'altro uomini che hanno dato la vita per lo stato e che ne sono stati traditi. Ho sentito spesso che Leoluca Orlando ha parlato molto ma ha fatto poco: a queste persone posso solo dire di leggero questo libro.
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