Unione dei Siciliani in Svizzera

I più poveri d´Italia? Sono i siciliani

Secondo l´Istat una famiglia guadagna in media 21 mila euro all´anno. E il 25 per cento ha difficoltà ad arrivare a fine mese

di ANTONIO FRASCHILLA, La Repubblica di Palermo, VENERDÌ, 29 DICEMBRE 2006

Le famiglie siciliane sono le più povere d´Italia. Secondo l´ultima indagine dell´Istat sulle condizioni economiche in Italia nel 2004 e nel 2005, la Sicilia è la regione con i redditi più bassi: una famiglia vive in media con 21 mila euro netti l´anno, in Lombardia invece il reddito arriva a 32.300 euro. Il reddito mensile non arriva a 1.800 euro per nucleo familiare. Un quarto delle famiglie dell´Isola dice inoltre di "avere difficoltà ad arrivare a fine mese". Dal precario dei call center ai superburocrati regionali, ecco la classifica degli stipendi in Sicilia.
La Sicilia è la regione con i redditi più bassi. L´indagine dell´Istat "Reddito e condizioni di vita" è impietosa. Secondo l´istituto di statistica il reddito medio dei siciliani, derivante sia da lavoro dipendente che indipendente, è di appena 20.996 euro su una media italiana di 28.078 euro (escluso quello che proviene dagli affitti delle case di proprietà: in questo caso in Sicilia il reddito sale a 24.246 euro, ma l´Isola rimane sempre fanalino di coda in Italia).
Per l´Istat, che ha svolto l´indagine su un campione di 22.032 famiglie intervistate lo scorso anno e alle quali è stato richiesto il reddito registrato nel 2004, la regione più ricca è la Lombardia con un reddito medio di 32.313 euro, seguono a ruota l´Emilia Romagna, con 31.746 euro e, a sorpresa, il Lazio con 30.536 euro. Le regioni più povere, dopo la Sicilia, sono invece la Basilicata con un reddito medio di 21.807 euro, la Calabria con 21.906 e la Puglia con 22.627 euro. La media del reddito familiare in Italia è di 28.078 euro (nelle regioni del Sud è di 23.124, in quelle del Centro è di 29.925 e nel Nord si arriva ad una media di 30.641 euro). La Sicilia, dunque, è la terra più povera d´Italia: ha un reddito familiare minore rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno di circa mille euro, ma il divario arriva a circa 9 mila euro rispetto alle regioni del Centro e del Nord.
Ma ancora più allarmanti sono i risultati dell´Istat sul disagio economico percepito dalle famiglie italiane: il 25 per cento di quelle siciliane dice di "arrivare a fine mese con difficoltà", in Valle d´Aosta il dato è appena del 6 per cento e la media delle famiglie italiane che non arriva a fine mese è del 14,7 per cento. Ben il 50,5 per cento dei siciliani, poi, ha risposto che "non riesce a sostenere le spese impreviste". In Trentino Alto Adige questo accade soltanto nel 16,2 per cento dei casi, la media italiana è del 28,9 per cento. Ma il disagio delle famiglie siciliane non finisce qui: il 31,5 per cento degli intervistati nella nostra regione ha aggiunto che nel 2004 "non ha avuto nemmeno i soldi per comprare vestiti necessari" (in Italia questo avviene nel 17,8 per cento delle famiglie), il 27,8 per cento delle famiglie dell´Isola non ha il denaro per pagare il riscaldamento e quindi "non riesce a riscaldare casa adeguatamente la propria casa", la media italiana delle famiglie che hanno lo stesso problema è 10,9 per cento. In Sicilia mancano i soldi anche per comprare i medicinali e fare i controlli sulla propria salute: il 22 per cento degli intervistati ha detto di "non avere soldi per spese mediche". A questa domanda ha risposto in questo modo soltanto il 12 per cento degli italiani. Con redditi così bassi non sorprende che il 19,1 per cento delle famiglie siciliane è in arretrato con il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas.
Dal rapporto Istat emergono ancora disuguaglianze territoriali importanti. Il 38,5 per cento delle famiglie residenti nel Sud infatti appartiene alla fascia dei redditi più bassi rilevati dall´Istat, rispetto al 12,7 per cento di quelle che vivono nel Centro e al 10,5 per cento delle famiglie del Nord. Anche in questo caso la Sicilia la fa da padrona: la quota di famiglie in questa fascia di povertà è particolarmente elevata in Sicilia (46,6 per cento), segue la Calabria (43,1 per cento) e la Basilicata (42,5 per cento). Le percentuali più basse di famiglie con redditi minimi si registrano in Toscana (8,1 per cento) e in Emilia Romagna (8,7 per cento).
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