I più poveri d´Italia? Sono i siciliani
04.01.2007 (21:22)Categoria:La
Sicilia che (non) cambia
Secondo l´Istat una famiglia guadagna in media 21
mila euro all´anno. E il 25 per cento ha difficoltà
ad arrivare a fine mese
di ANTONIO FRASCHILLA, La Repubblica di Palermo, VENERDÌ, 29 DICEMBRE 2006
Le famiglie siciliane sono le più povere d´Italia. Secondo l´ultima indagine dell´Istat sulle condizioni economiche in Italia nel 2004 e nel 2005, la Sicilia è la regione con i redditi più bassi: una famiglia vive in media con 21 mila euro netti l´anno, in Lombardia invece il reddito arriva a 32.300 euro. Il reddito mensile non arriva a 1.800 euro per nucleo familiare. Un quarto delle famiglie dell´Isola dice inoltre di "avere difficoltà ad arrivare a fine mese". Dal precario dei call center ai superburocrati regionali, ecco la classifica degli stipendi in Sicilia.
di ANTONIO FRASCHILLA, La Repubblica di Palermo, VENERDÌ, 29 DICEMBRE 2006
Le famiglie siciliane sono le più povere d´Italia. Secondo l´ultima indagine dell´Istat sulle condizioni economiche in Italia nel 2004 e nel 2005, la Sicilia è la regione con i redditi più bassi: una famiglia vive in media con 21 mila euro netti l´anno, in Lombardia invece il reddito arriva a 32.300 euro. Il reddito mensile non arriva a 1.800 euro per nucleo familiare. Un quarto delle famiglie dell´Isola dice inoltre di "avere difficoltà ad arrivare a fine mese". Dal precario dei call center ai superburocrati regionali, ecco la classifica degli stipendi in Sicilia.
La Sicilia è la regione con i redditi più bassi.
L´indagine dell´Istat "Reddito e condizioni di
vita" è impietosa. Secondo l´istituto di statistica
il reddito medio dei siciliani, derivante sia da
lavoro dipendente che indipendente, è di appena
20.996 euro su una media italiana di 28.078 euro
(escluso quello che proviene dagli affitti delle
case di proprietà: in questo caso in Sicilia il
reddito sale a 24.246 euro, ma l´Isola rimane
sempre fanalino di coda in Italia).
Per l´Istat, che ha svolto l´indagine su un campione di 22.032 famiglie intervistate lo scorso anno e alle quali è stato richiesto il reddito registrato nel 2004, la regione più ricca è la Lombardia con un reddito medio di 32.313 euro, seguono a ruota l´Emilia Romagna, con 31.746 euro e, a sorpresa, il Lazio con 30.536 euro. Le regioni più povere, dopo la Sicilia, sono invece la Basilicata con un reddito medio di 21.807 euro, la Calabria con 21.906 e la Puglia con 22.627 euro. La media del reddito familiare in Italia è di 28.078 euro (nelle regioni del Sud è di 23.124, in quelle del Centro è di 29.925 e nel Nord si arriva ad una media di 30.641 euro). La Sicilia, dunque, è la terra più povera d´Italia: ha un reddito familiare minore rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno di circa mille euro, ma il divario arriva a circa 9 mila euro rispetto alle regioni del Centro e del Nord.
Ma ancora più allarmanti sono i risultati dell´Istat sul disagio economico percepito dalle famiglie italiane: il 25 per cento di quelle siciliane dice di "arrivare a fine mese con difficoltà", in Valle d´Aosta il dato è appena del 6 per cento e la media delle famiglie italiane che non arriva a fine mese è del 14,7 per cento. Ben il 50,5 per cento dei siciliani, poi, ha risposto che "non riesce a sostenere le spese impreviste". In Trentino Alto Adige questo accade soltanto nel 16,2 per cento dei casi, la media italiana è del 28,9 per cento. Ma il disagio delle famiglie siciliane non finisce qui: il 31,5 per cento degli intervistati nella nostra regione ha aggiunto che nel 2004 "non ha avuto nemmeno i soldi per comprare vestiti necessari" (in Italia questo avviene nel 17,8 per cento delle famiglie), il 27,8 per cento delle famiglie dell´Isola non ha il denaro per pagare il riscaldamento e quindi "non riesce a riscaldare casa adeguatamente la propria casa", la media italiana delle famiglie che hanno lo stesso problema è 10,9 per cento. In Sicilia mancano i soldi anche per comprare i medicinali e fare i controlli sulla propria salute: il 22 per cento degli intervistati ha detto di "non avere soldi per spese mediche". A questa domanda ha risposto in questo modo soltanto il 12 per cento degli italiani. Con redditi così bassi non sorprende che il 19,1 per cento delle famiglie siciliane è in arretrato con il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas.
Dal rapporto Istat emergono ancora disuguaglianze territoriali importanti. Il 38,5 per cento delle famiglie residenti nel Sud infatti appartiene alla fascia dei redditi più bassi rilevati dall´Istat, rispetto al 12,7 per cento di quelle che vivono nel Centro e al 10,5 per cento delle famiglie del Nord. Anche in questo caso la Sicilia la fa da padrona: la quota di famiglie in questa fascia di povertà è particolarmente elevata in Sicilia (46,6 per cento), segue la Calabria (43,1 per cento) e la Basilicata (42,5 per cento). Le percentuali più basse di famiglie con redditi minimi si registrano in Toscana (8,1 per cento) e in Emilia Romagna (8,7 per cento).
Per l´Istat, che ha svolto l´indagine su un campione di 22.032 famiglie intervistate lo scorso anno e alle quali è stato richiesto il reddito registrato nel 2004, la regione più ricca è la Lombardia con un reddito medio di 32.313 euro, seguono a ruota l´Emilia Romagna, con 31.746 euro e, a sorpresa, il Lazio con 30.536 euro. Le regioni più povere, dopo la Sicilia, sono invece la Basilicata con un reddito medio di 21.807 euro, la Calabria con 21.906 e la Puglia con 22.627 euro. La media del reddito familiare in Italia è di 28.078 euro (nelle regioni del Sud è di 23.124, in quelle del Centro è di 29.925 e nel Nord si arriva ad una media di 30.641 euro). La Sicilia, dunque, è la terra più povera d´Italia: ha un reddito familiare minore rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno di circa mille euro, ma il divario arriva a circa 9 mila euro rispetto alle regioni del Centro e del Nord.
Ma ancora più allarmanti sono i risultati dell´Istat sul disagio economico percepito dalle famiglie italiane: il 25 per cento di quelle siciliane dice di "arrivare a fine mese con difficoltà", in Valle d´Aosta il dato è appena del 6 per cento e la media delle famiglie italiane che non arriva a fine mese è del 14,7 per cento. Ben il 50,5 per cento dei siciliani, poi, ha risposto che "non riesce a sostenere le spese impreviste". In Trentino Alto Adige questo accade soltanto nel 16,2 per cento dei casi, la media italiana è del 28,9 per cento. Ma il disagio delle famiglie siciliane non finisce qui: il 31,5 per cento degli intervistati nella nostra regione ha aggiunto che nel 2004 "non ha avuto nemmeno i soldi per comprare vestiti necessari" (in Italia questo avviene nel 17,8 per cento delle famiglie), il 27,8 per cento delle famiglie dell´Isola non ha il denaro per pagare il riscaldamento e quindi "non riesce a riscaldare casa adeguatamente la propria casa", la media italiana delle famiglie che hanno lo stesso problema è 10,9 per cento. In Sicilia mancano i soldi anche per comprare i medicinali e fare i controlli sulla propria salute: il 22 per cento degli intervistati ha detto di "non avere soldi per spese mediche". A questa domanda ha risposto in questo modo soltanto il 12 per cento degli italiani. Con redditi così bassi non sorprende che il 19,1 per cento delle famiglie siciliane è in arretrato con il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas.
Dal rapporto Istat emergono ancora disuguaglianze territoriali importanti. Il 38,5 per cento delle famiglie residenti nel Sud infatti appartiene alla fascia dei redditi più bassi rilevati dall´Istat, rispetto al 12,7 per cento di quelle che vivono nel Centro e al 10,5 per cento delle famiglie del Nord. Anche in questo caso la Sicilia la fa da padrona: la quota di famiglie in questa fascia di povertà è particolarmente elevata in Sicilia (46,6 per cento), segue la Calabria (43,1 per cento) e la Basilicata (42,5 per cento). Le percentuali più basse di famiglie con redditi minimi si registrano in Toscana (8,1 per cento) e in Emilia Romagna (8,7 per cento).
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