Unione dei Siciliani in Svizzera

I siciliani guadagnano più di quanto producono

GAETANO CUSIMANO
DOMENICA, 10 SETTEMBRE 2006
 
Pagina I – Paleremo la repubblica
 
L´ANALISI
 
Nell´Isola si guadagna più di quanto si produce
 
Alcune settimane fa il ministero dell´Economia e delle finanze ha provveduto come è consuetudine a rendere pubblici i risultati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2004 per l´anno d´imposta 2003. Faremo riferimento, per ovvi motivi di spazio, alle principali variabili delle sole persone fisiche, quali il numero di contribuenti, l´ammontare complessivo del reddito e delle imposte (Irpef), tentando di cogliere le differenze fra le regioni italiane. Solo a scala nazionale sono disponibili le distribuzioni per classi di reddito.
Due dati hanno colpito la fantasia dei lettori e suscitato le riflessioni degli osservatori, perché entrambi non verosimili. Il primo indica in 10 milioni il numero di contribuenti, poco più di un quarto, che vivono con meno di 6.000 euro l´anno equivalenti a 500 euro al mese.
Il secondo dato, non accettabile come il primo, indica in poco meno di 56.000, pari allo 0,1 per cento, il numero di contribuenti che hanno dichiarato più di 200.000 euro l´anno!
Entrambi i dati non sembrano accettabili e soprattutto non risultano in linea con le stime dei principali istituti di ricerca (Istat e Banca d´Italia) sulla distribuzione del reddito e della ricchezza e sulla povertà delle famiglie italiane. Le dichiarazioni dei redditi inevitabilmente portano ad una sopravalutazione del numero dei contribuenti poveri e ad una sottovalutazione di quelli ricchi. Resta comunque evidente la forte disuguaglianza nella distribuzione dei redditi se è vero che il primo quarto dei contribuenti (fino a 6.000 euro l´anno) ha dichiarato solo il 4 per cento del reddito complessivo e l´ultimo quarto (oltre 25.000 euro) il 56 per cento; metà dei contribuenti dispone, secondo questi dati, del residuo 40 per cento del reddito complessivo.
Ma torniamo ai dati regionali ed in particolare a quelli riguardanti la nostra regione, nella quale sono stati registrati 2 milioni e 941.181 contribuenti, pari al 7,2 per cento del totale nazionale, con un reddito complessivo di poco più di 37 miliardi di euro, pari al 5,7 per cento del totale del Paese, equivalente ad un reddito medio calcolato sul numero dei possessori di reddito di 12,70 migliaia di euro contro 16,21 migliaia di euro in Italia.
Questi dati richiedono almeno due osservazioni. Il reddito medio dichiarato in Sicilia rappresenta il 78,3 per cento del corrispondente dato nazionale e risulta maggiore del rapporto calcolato in termini di prodotto interno lordo per abitante (69 per cento) legittimando il sospetto di una minore evasione ed elusione fiscale regionale.
La seconda osservazione riguarda il posizionamento della Sicilia nella graduatoria nazionale delle regioni italiane: aperta dalla Calabria (11,56 migliaia di euro) e chiusa dalla Lombardia (19,27 migliaia di euro), la Sicilia vi occupa il quinto posto.
Presentano un reddito medio minore di quello medio nazionale le otto regioni del Sud e due regioni del Centro (Marche e Umbria con poco più di 15 migliaia di euro).
Sempre con riferimento all´anno d´imposta 2003 l´Irpef netta pagata in Sicilia ammonta a poco meno di 6 miliardi euro, pari al 4,8 per cento del corrispondente dato nazionale. Anche per questa variabile il confronto territoriale in termini di Irpef netta media calcolata sul numero di versamenti colloca la Sicilia al di sotto della media nazionale (3,46 contro 4,20 migliaia di euro) con un rapporto pari all´82,4 per cento sensibilmente maggiore di quello sopra evidenziato in termini di reddito e di prodotto interno lordo. Nella graduatoria nazionale, aperta dalla Basilicata e chiusa dal Lazio (2,95 e rispettivamente 5,10 migliaia di euro), la Sicilia si colloca al settimo posto. Al di sotto della media nazionale (4,20 miglia di euro) troviamo tutte le regioni del Sud più 6 regioni del Centro-Nord.
Senza escludere forme di evasione ed elisione fiscale i dati riguardanti la Sicilia, pur non rappresentando la reale situazione economica, presentano rispetto all´Italia incidenze in linea con quelle riguardanti gli aggregati di contabilità nazionale.
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