E adesso parliamo del masochismo e dell'incomunicabilità in Sicilia
27.08.2006 (22:56)Categoria:Delle cose di
Sicilia
di
RICCARDO ORIOLES
Del masochismo
siciliano (innamorarsi esattamente di quelli che
ti
picchiano di piu') non sono state date
finora spiegazioni accettabili.
Freud ha
scritto qualcosa in proposito, ma non ho i testi
sottomano.
Per l'incomunicabilita' invece -
cioe' l'impossibilita' di scambiarsi
idee,
fare progetti, organizzare cose insieme, ecc. - il
motivo e' molto
semplice: in Sicilia, dal
tredicesimo secolo in poi, a comunicare
sono
autorizzati solo gli operatori alle
dipendenze del Vicere',
dell'Inquisizione,
dell'Apostolica Legazia, dei baroni, insomma di
gente
seria e responsabile e non di
contadinacci qualunque. Questi ultimi
sono
anzi incoraggiati (o, nei momenti piu'
favorevoli, obbligati per legge)
a rimanere
analfabeti e percio' innocenti. Chierici,
giornalisti,
intellettuali e scrittori sono a
loro volta incoraggiati (di solito qui
non
c'e' bisogno di costrizione) a dimostrare
l'eccellenza di un simile
stato: che, con
adattamenti tecnologici, vige ancora.
Percio'
non
e' mai complicato fare politica in Sicilia: o si
accetta
l'esistente, o ci si butta a fare (o
a cercare di fare)
comunicazione.
Comunicazione vuol dire
scritte sui muri, radio, volantini,
giornali,
dvd, siti, qualunque cosa purche'
utile, non controllata dall'alto e
fatta
bene. Non vuol dire invece sonetti anonimi,
prediche, articoli su
giornali di corte
ancorche' frondisti, o capolavori isolati in grado
di
risolvere, senza bisogno d'altri, i
problemi del mondo. Comunicare
contiene un
"con" grande quanto una casa ("com-unita'",
"com-pagni",
"com-pagnia", "com-unicare") che
pero', nella cultura tradizionale ("cu
joca
solu non perde mai") siciliana, e' piu' rara dei
canguri.
Cosi', chi opera nella comunicazione abbastanza a lungo qui a un certo punto si accorge che il suo lavoro in realta' e' di percorrere vie e piazze con gli occhi aperti, di acchiappare immediatamente i giovani piu' svegli prima che diventino siciliani normali (e dunque "jocaturi soli") e di ficcarli subito dentro a qualche progetto con molti "con", sperando che questa volta chi lo sa funzioni e che la comunicazione (comunita', compagni, compagnia e tutto il resto) possa, tramite loro, svilupparsi finalmente anche qui. Ma spesso ti volano via, o per posarsi alla fine su qualche trespolo, o per aliantarsi da soli con gran strida ribelli via via sempre piu' fioche oppure, piu' banalmente, per fottersene di Sicilia e siciliani e ricostruirsi una vita in paesi piu' civili: il che e' certamente giustificabile, ma e' una resa e fa malinconia.
Cosi' eccoci qui, quest'altra fine-estate, a "organizzare" qualcosa di cui non sappiamo esattamente magari cosa sia, se non che attiene alla comunicazione (dunque al centro di tutto) e che va fatta insieme. Come politica vale ogni altra, probabilmente e' meno futile e sicuramente meno noiosa.
La Catena di San Libero 22 agosto 2006 n. 338
Cosi', chi opera nella comunicazione abbastanza a lungo qui a un certo punto si accorge che il suo lavoro in realta' e' di percorrere vie e piazze con gli occhi aperti, di acchiappare immediatamente i giovani piu' svegli prima che diventino siciliani normali (e dunque "jocaturi soli") e di ficcarli subito dentro a qualche progetto con molti "con", sperando che questa volta chi lo sa funzioni e che la comunicazione (comunita', compagni, compagnia e tutto il resto) possa, tramite loro, svilupparsi finalmente anche qui. Ma spesso ti volano via, o per posarsi alla fine su qualche trespolo, o per aliantarsi da soli con gran strida ribelli via via sempre piu' fioche oppure, piu' banalmente, per fottersene di Sicilia e siciliani e ricostruirsi una vita in paesi piu' civili: il che e' certamente giustificabile, ma e' una resa e fa malinconia.
Cosi' eccoci qui, quest'altra fine-estate, a "organizzare" qualcosa di cui non sappiamo esattamente magari cosa sia, se non che attiene alla comunicazione (dunque al centro di tutto) e che va fatta insieme. Come politica vale ogni altra, probabilmente e' meno futile e sicuramente meno noiosa.
La Catena di San Libero 22 agosto 2006 n. 338
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