Unione dei Siciliani in Svizzera

La Sicilia sociale e umanitaria!!??

MARTEDÌ, 08 AGOSTO 2006 Pagina III - Palermo
 
IL CASO
 
Baby-pensionati "badanti" in 580 aggirano lo stop
 
EMANUELE LAURIA
Che ci sia il trucco nessuno lo dice. Ma di «anomalia» parlano gli stessi dirigenti della Quiescenza, costretti a fare spallucce: è la legge. Norma generosa. Per la quale i prepensionamenti sono bloccati, ma non per chi ha parenti cui badare. In 580 ne hanno approfittato.
una norma consente di aggirare il divieto: ne hanno approfittato in 580  A casa per assistere un parente il boom dei baby-pensionati    Un sindacalista: "Il beneficio viene esteso fino ai congiunti di terzo grado" La media di richieste è di un centinaio l´anno "Questa è una legge che ha finalità sociali"  
Un vero boom di richieste, quello registrato dagli uffici dell´amministrazione dal 2004 a oggi. Quell´anno accaddero due cose. La prima: entrò in vigore la legge che ha bloccato le baby pensioni, lasciando delusi 3.500 dipendenti regionali pronti a lasciare con soli 25 anni di anzianità (alle donne coniugate ne bastavano venti), che erano già stati inseriti nei «contingenti in uscita». La seconda: cominciò ad essere applicato il cosiddetto emendamento Acierno (dal nome dell´ex deputato regionale che lo propose) che ha allargato la maglia delle esenzioni. Potevano continuare a usufruire del pensionamento anticipato non solo i «genitori di disabili gravi» ma anche «i coniugi, non legalmente o effettivamente separati, e i figli» di persone che hanno bisogno di assistenza. La Regione chiuse il portone delle baby-pensioni, ma lasciò aperta una porticina. Nella quale si infilarono subito in tanti: duecento richieste di prepensionamento nei primi mesi, e in seguito il trend è rimasto sostenuto fino a toccare quota 580. «Per ora la media è di un centinaio l´anno», dice Costantino Sferrazza, responsabile dell´ufficio Quiescenza della Regione. «Certo, i numeri sono elevati, ma - aggiunge - siamo davanti a una legge che ha una finalità sociale, che agevola l´assistenza ad anziani o altre persone in difficoltà. Cosa vuole che le dica?».
Il dubbio è che, accanto a dipendenti costretti a stare a casa per accudire a parenti con gravi handicap, ce ne siano altri che hanno fatto un uso disinvolto della legge per mettersi in pensione ancor prima dei cinquant´anni. Di certo, la legge quadro sull´assistenza e l´integrazione sociale dei disabili, la 104, assegna sì alcuni benefici ai dipendenti statali che hanno parenti non autosufficienti, ma questi si fermano alla concessione di congedi e permessi. Non contempla, la norma nazionale, la facoltà di andare in pensione in anticipo, come invece prevedono le disposizioni varate dall´Ars. Giuseppe Cascio è un pensionato che per il Sadirs si occupa dei diritti dei pensionati. E spiega: «Oggi - dice - chi ha un parente non autosufficiente presenta una certificazione stilata dalla commissione medica dell´Ausl di appartenenza e l´allega alla domanda di prepensionamento. Ma il diritto, in linea con la legge 104, viene esteso non solo ai beneficiari del cosiddetto emendamento Acierno, ovvero dipendenti con genitori, coniugi e figli malati. Ma anche a chi dimostra di avere un congiunto fino al terzo grado bisognoso di assistenza».
C´è l´altra faccia della medaglia: questa vicenda, secondo Cascio, dimostra come la Sicilia abbia competenza esclusiva in materia di pensioni, in forza di uno Statuto che riconosce ai dipendenti regionali condizioni almeno uguali a quelle degli statali. Malgrado una giurisprudenza non univoca. La Corte Costituzionale, in una recente sentenza, ha dichiarato infondato un ricorso della Corte dei Conti contro i prepensionamenti disposti da una legge del 2000 e bloccati dal governo Cuffaro tre anni dopo, anche per motivi economici. Per le liquidazioni, si calcolò allora, sarebbero serviti 370 milioni di euro. L´esodo, però, non si è fermato. 
e. la.
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